
Il visionario sconvolge il luogo comune dell'immagine, distrugge la fotografia del già visto, rigetta i bombardamenti visivi stereotipati.
Il visionario non elabora realtà percepibili dalla ragione ma utilizza l'inconscio, si nutre di energie, passioni, sogni, gioie e drammi rielaborandoli e creando la scrittura che lo porta a ridiventare individuo.
Deve creare nuovi prototipi artistici, deve dare sfogo alle sue emozioni realizzando impulsi visivi inusuali, deve accantonare la ragione e dare libero sfogo al suo subconscio.
Sperimenta con coerenza seguendo solo le sue necessità più intime, totalmente privo di condizionamenti strutturali, la sua arte è libera.
Il visionario è il primo spettatore delle sue opere, si emoziona, si meraviglia nel trovare la chiave di lettura di ciò che il suo animo più nascosto ha creato e delle stesse emozioni possiamo nutrirci anche noi.
Possiamo entrare nel suo mondo, assaporare la sua essenza, utilizzare l'arte come antidoto verso questa società che ci vuole omologati e accatastati, imbrigliati nelle sue regole e nei suoi ritmi.
